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La discarica che non inquina: ad Agrigento un nuovo modello di smaltimento dei rifiuti
[articolo+video] Da alcuni anni ad Agrigento esiste una discarica che ha realizzato la possibilità di una gestione dei rifiuti rispettosa della salute dell'uomo e dell'ambiente. E' l'impianto gestito dal Gruppo Catanzaro. Un caso di eccellenza nella nostra provincia.
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Spesso facciamo coincidere i rifiuti con un problema. Quando pensiamo ai rifiuti ci viene in mente qualcosa che è legato a dei comportamenti sbagliati. Questo è un luogo comune che dobbiamo sfatare una volta per tutte: tutti i sistemi viventi producono rifiuti, dunque anche l’uomo. Ma questo vuol dire che non esistono problemi legati al tema dei rifiuti? Certamente no. I problemi esistono, sono parecchi e riguardano la gestione, ovvero lo smaltimento. Oggi esistono diverse tecniche di smaltimento dei rifiuti: inceneritori, termovalorizzatori ecc.. Qualunque sia la tecnica usata per lo smaltimento dei rifiuti, però, la discarica è insostituibile, perché complementare a tutte le altre tecniche. Ecco perché studiosi e operatori del settore si arrovellano per cercare di costruire discariche sempre più moderne, più sicure, più pulite. Anche se sembra una contraddizione le “discariche pulite” esistono. Anzi ne esiste una in tutta Italia, forse in tutta Europa. E sebbene non tutti ne siano a conoscenza, si trova nella nostra provincia, tra i Comuni di Siculiana e Montallegro, in contrada Materano: è la discarica del Gruppo Catanzaro. Il Gruppo Catanzaro, dal cognome dei tre fratelli che gestiscono l’impresa, si occupa di trattamento e smaltimento di rifiuti non pericolosi in provincia di Agrigento dalla metà degli anni 90. Possiedono oltre alla discarica, di cui parleremo, anche un impianto di trattamento e separazione meccanica dei rifiuti nella zona ASI di Agrigento. Il loro nome è balzato agli onori della cronaca per i risultati ottenuti dalla gestione della propria discarica, un gioiello della tecnica che ha ottenuto i riconoscimenti e le certificazioni ambientali internazionali più rigorose. Fin tanto che altri Stati europei hanno dimostrato il loro interessamento a delle collaborazioni per la costruzione di impianti che utilizzino il loro modello gestionale. La discarica di Siculiana, ribattezzata “la discarica che non inquina”, ha ricevuto il massimo riconoscimento internazionale al “Venice 2008”, il simposio degli 80 Paesi che ogni due anni si riuniscono per mettere a confronto le loro esperienze nel campo dei rifiuti. In quella occasione il modello dei Catanzaro è stato individuato come progetto-pilota da tutti i partecipanti. La qualità della discarica e del modello gestionale della ditta Catanzaro è stata definitivamente comprovata da uno studio, da essi commissionato, al prestigioso Istituto Mario Negri di Milano. L’Istituto Negri si occupa da anni di ricerche biomediche. Nasce, per intenderci, dal caso della diossina di Seveso. Lo studio coordinato dal Prof. Davoli, ha accertato, pensate, che il rischio di contrarre tumori connesso alla discarica del Gruppo Catanzaro è da 100 mila a 100 milioni di volte inferiore al parametro stabilito dalla legge che individua il rischio nullo. Tanto che anche Legambiente e l’Agenzia regionale per i rifiuti hanno espresso il proprio favore nei confronti di discariche che prendano come esempio quella del Gruppo Catanzaro. Davide Gueli