Intervista a Gaetano Gucciardo PDF Stampa E-mail
Sabato 14 Marzo 2009 08:47

[articolo + video] Un’Italia a testa in giù: la copertina dell’ultima produzione saggistica del sociologo Gaetano Gucciardo

 

Un’Italia a testa in giù: la copertina dell’ultima fatica letteraria del sociologo Gaetano Gucciardo – 45 anni, nato a Caltanissetta ma agrigentino a tutti gli effetti, professore di Sociologia presso l’Università di Palermo –  con la raffigurazione di quello stivale capovolto, con il Nord che diventa Sud ed il Sud che guarda dall’alto il Nord, ci aiuta già a capire che non ci troviamo di fronte al solito saggio che racconta di un Meridione malato e soprattutto inguaribile. No, nella visione prospettica di questo lavoro significativamente intitolato dal suo autore “Capitale sociale e senso civico nel Mezzogiorno” si intravedono spiragli di luce sempre più ampi, squarci di speranza da allargare e su cui puntare convintamene per operare il riscatto definitivo della terra e della gente del Sud. Non certamente un libro per dimenticare i tanti vizi che ci caratterizzano, tutt’altro; e però, accanto ai difetti, esistono non poche virtù che contribuiscono a bilanciare il peso dei primi e forse anche a spostare l’ago della bilancia a nostro favore. Il “capitale sociale” di cui si parla nel libro del prof. Gucciardo è quell’insieme di relazioni sociali caratterizzate dalla cooperazione, dalla reciprocità, dalla fiducia. Le pagine del libro di Gaetano Gucciardo non dettano una “ricetta” predefinita per dare al Sud speranze, indicano però alcuni “ingredienti” ben precisi che vanno sapientemente utilizzati per favorirne lo sviluppo. Così, nel “capitale sociale” del Sud e della Sicilia in particolare entrano di diritto gli imprenditori che con coraggio hanno scelto la via della emancipazione dal giogo malavitoso, una via che sarà tanto più facile da percorrere quanto più lo Stato e le istituzioni a vari livelli si adopereranno per creare le pre-condizioni necessarie allo sviluppo e sconfiggere qualsiasi tipo di condizionamento, mafioso e burocratico. Di Claudia Casa